Comune di Sant'Olcese

Storia del comune

Il primitivo nome di questa terra si vuole che fosse quello di Valle Ombrosa, cambiato poi in Sant’Olcese, a ricordo del vescovo Olcese, vescovo di Normandia che nel V secolo, fuggendo dalla Gallia invasa dai barbari, giunse in val Polcevera e si stabilì nel territorio che poi prese il suo nome, e lì morì.

Le reliquie del Santo, ritrovate nel 1155, sono ancora oggi conservate in un’urna di legno dorato.

L’importanza del territorio di Sant’Olcese nei tempi più antichi è dovuta alla viabilità.

Infatti viandanti e merci percorrevano la via lungo il corso del torrente Sardorella per raggiungere la valle del Po.

Nel 148 avanti Cristo il console Spurio Postumio Albino aprì una nuova strada, la Postumia, che da Genova, risalendo la val Polcevera non attraversava Sant’Olcese ma le località di Morego, San Cipriano e Serra Riccò, scavalcava l’Appennino, giungeva a Libarna e Piacenza, per terminare ad Aquileia, unendo quindi il mare Ligure al mare Adriatico.

Le notizie certe di Sant’Olcese sono legate alla sua chiesa elevata a plebania, scrissero nel 1890 Angelo e Marcello Remondini, a partire dal 1146. A questa pieve furono soggette Comago, Casanova, Pino e Manesseno.

Del castello di Sant’Olcese restano poche tracce. Venne distrutto sul finire del XIV secolo durante le lotte tra le famiglie Guarchi, Montaldo e Adorno, sempre tra loro in lotta per ottenere il governo della Repubblica. Nel 1656 la peste bubbonica fece strage a Genova ma anche nella valle del Sardorella e nel 1746 le truppe austriache attaccarono la Repubblica puntando verso i forti del Diamante e dei Due Fratelli.